Si fa presto a dire aiuti, ma al turismo cosa serve? Risponde Rebecchi

Secondo Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, visto che il turismo organizzato “dal 2020 non riceve sostegni dal ministero competente – fa presente -, le poche risorse che dobbiamo ricevere oggi sono stanziamenti del precedente Governo, senza contare la via crucis in merito agli ammortizzatori sociali che ancora oggi non sono stati approvati ed erogati dall’Inps e senza contare lo sgravio contributivo per le imprese del nostro settore che doveva partire ad aprile, ma che ad oggi non abbiamo potuto ancora utilizzare”.

Detto ciò, i 698 milioni bastano? “Il settore ha subito miliardi di perdite. La cifra non è sufficiente”, dice Rebecchi.
Per quanto riguarda adv e t.o. la misura IFIT punta a coprire parte dei costi relativi alle ristrutturazioni e Digitour alle attività di sviluppo digitale. Però c’è da considerare che il “turismo organizzato è rimasto fermo oltre 2 anni. Per chi ce l’ha fatta le casse sono vuote e le risorse per investimenti se le possono permettere in pochi – dice Rebecchi -. E’ necessario un prolungamento delle moratorie su finanziamenti e mutui oltre al temporary framework. E’ necessario aiutare le piccole imprese (che sono la maggior parte del nostro settore) a superare i debiti”. Rebecchi sensibilizza sul fatto che “sono molte, troppe, le imprese di dimensione più piccola che non riusciranno a pagare i debiti, quelli pregressi e quelli accumulati nei periodi di lockdown”.

Rebecchi porta l’accento sul fatto che “da sempre cerchiamo di far approvare al Governo misure sotto tutti i profili di interesse per il settore, ma spesso l’attenzione è rivolta ad altri comparti per cui serve sempre costante impegno”. Dal canto suo Assoviaggi attraverso il sistema Confesercenti farà partire un’operazione dedicata alle piccole imprese “attraverso la propria banca per il microcredito. Aiuterà le agenzie di viaggi che hanno difficoltà a trovare credito presso il consueto circuito bancario con finanziamenti che potranno arrivare sino a 50mila euro”. A suo dire è “necessario ricostituire un Fondo per il turismo permanente che, come in altri comparti, possa essere attivato quando necessario. Ormai la storia ci insegna che pandemie, guerre ed eventi internazionali quali le crisi economiche sono sempre alle porte, per questo è necessario attivare sistemi di contenimento di tali eventi a favore delle imprese colpite. Il turismo è tra i settori a maggior rischio e non dobbiamo farci trovare impreparati”.

Estratto da: GuidaViaggi.it

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