Caro viaggi, sarà l’inverno dell’incertezza

È unanime il mix di incertezza e preoccupazione della filiera del turismo organizzato per le vendite invernali: agli Stati Generali svoltisi a Chianciano Terme, dopo le dichiarazioni d’intenti per la governance e le strategie future, i rappresentanti delle associazioni di categoria di tour operator e agenti di viaggi non hanno nascosto una certa apprensione per l‘andamento delle prenotazioni per i prossimi tre, quattro mesi.

Primo fra tutti, il presidente di Astoi, Pier Ezhaya, ha ammesso: «Premesso che l’effetto rimbalzo post lockdown c’è ancora e la voglia di viaggiare degli italiani non si è assopita, è indubbio che comincia a farsi sentire il peso dell’inflazione con i rincari e costi dei viaggi decisamente più alti, da un lato, e l’incidenza sui redditi, dall’altro. Purtroppo, a fronte di questo andamento non possiamo ridurre i prezzi, ma dobbiamo portare sul mercato quello che c’è in termini di offerta. I grandi t.o. possono fare una politica di hedging per mitigare i prezzi, ma non c’è modo di fare interventi più incisivi».

«Di certo – prosegue Ezhaya – chi soffre meno di questa situazione è la fascia medio-alta di clientela, che è poi quella che prenota maggiormente in inverno come seconda vacanza. Dovremo attendere, poi, le vacanze pasquali per capire se la famiglia media dovrà ridimensionare anche la sua vacanza principale in estate. Su Natale-Capodanno, che fa storia a sé rispetto al resto dell’inverno, incide non poco la lievitazione dei prezzi-pacchetti: certe destinazioni di lungo raggio, come le Maldive, pur toccando rialzi tariffari del 20-25% reggono ancora. Chi invece, a causa dei costi troppo alti per una vacanza long haul, decide di ridimensionare le sue scelte, si orienta su Egitto e Capo Verde».

Ancora pià allarmato Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi: «Stiamo vivendo delle contraddizioni perché sull’outgoing c’è un mercato di clientela di fascia medio-bassa decisamente rallentato, a causa dell’impatto inflattivo. C’è un momento di incertezza legato anche alle bollette che devono arrivare e possono incidere sul budget dei viaggi di fine anno. Consideriamo che i pacchetti per Natale-Capodanno sono aumentati anche del 30% e una vacanza di una settimana a fine anno alle Maldive arriva a costare 9mila euro».

«È chiaro – conclude Rebecchi – che nella fascia alta questo tipo di problemi non ci sono, si continua a prenotare e viaggiare. Sul versante incoming, al contrario, abbiamo segnali confortanti: soprattutto dagli Stati Uniti, con clienti che hanno facoltà di spesa altissima, si continua ad avere volumi di prenotazioni molto elevati anche per questo inverno, nonostante ci siano state significative impennate di prezzi, soprattutto sul versante alberghiero».

Articolo da lagenziadiviaggi.it

 

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