Gli operatori stanno facendo la loro parte. Sono scesi in campo con campagne commerciali votate agli incentivi e alla flessibilità.
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L’obiettivo è smuovere la domanda di vacanze estive nel fatidico mese di aprile, distratto dai ponti ma ancor più dal clima di instabilità geopolitica ed economica. Perché proprio su questi due ultimi punti si fissano dubbi e preoccupazioni dei potenziali viaggiatori. Gli agenti di viaggio interpellati da Guida Viaggi ne prendono atto e ringraziano gli autori delle incentivazioni per l’iniziativa e se da un lato riconoscono che qualcosa si sta muovendo, soprattutto in ottica di riconoscibilità, dall’altro puntano il dito sul terrorismo psicologico causato dalla stampa generalista, da fake news e dal timore di una futura possibile recessione che allontanerebbe i sogni di vacanza.
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Torna a parlare di terrorismo mediatico anche Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi Confesercenti. “La prima domanda che un cliente fa, sia che abbia prenotato o che debba ancora farlo è: Ma il volo parte?”. Rebecchi premette che le compagnie potranno anche fare delle riprogrammazioni, ma il carburante garantisce le partenze. E se la prima preoccupazione è quella degli operativi, la seconda riguarda, secondo il presidente, “la commistione inflattiva dei costi, perché il mondo del turismo organizzato ha introdotto la tassa sulla crisi mediorientale, che si aggiunge a quella già inclusa degli adeguamenti carburante e a tante altre voci di spesa che riguardano le tassazioni. Quindi – prosegue – da una parte c’è il terrorismo mediatico, che inibisce la richiesta, dall’altro l’effetto inflattivo ed entrambi stanno frenando la domanda classica e viviamo un clima di attesa”. A suo parere è una risposta corretta quella adottata dagli operatori, comunicando una maggiore flessibilità, ma dall’altra parte i clienti ritengono che non sia sufficiente lo sconto di qualche centinaio di euro per indurli a prenotare. Poi guarda avanti e commenta: “Sicuramente l’elasticità è un argomento da mantenere nel tempo. Il vero tema per le agenzie è la marginalità e laddove i pacchetti turistici sono già composti per un 20-30% da valori non commissionabili, si intuisce facilmente che la nostra redditività è a rischio”. Sulla numerica delle prenotazioni, Rebecchi ricorda che una ventina di giorni fa con il centro studi turistici di Firenze, parlavamo di un “-20% di vendite (800 agenzie certificate come base di indagine, ndr) e oggi il calo si è innalzato al -25-30%”.
Stralcio dall’articolo di Laura Dominici al link “Ma il volo parte?”: le agenzie contro disinformazione e paure – GuidaViaggi